Io nasco fifona.
A parte che sono del segno cinese della lepre e già questo può sembrare un destino segnato.
So anche che la mia mamma, incinta di me, non era affatto serena. E tante sue paure mi sono arrivate viaggiando attraverso la placenta, influenzando la mia visione della vita, tingendola di un colore incerto.
Se mi guardo indietro riconosco la fortuna di aver imparato molto giovane.
Non avevo ancora 21 anni quando mi sono trasferita in Olanda alla Humaniversity, la Scuola di Veeresh. Una Scuola di terapia allora innovativa, radicale, estrema, i cui insegnamenti richiedevano un lavoro su me stessa sperimentale e profondo.
Tra le mille cose imparate in quegli anni, ripenso a un’affermazione del grande Frank Natale : “La tua realtà è creata dai tuoi pensieri”.
Un’affermazione che si ricollega al tema del dialogo interno, dell’uso consapevole delle parole, dell’intelligenza linguistica.
Le parole che scegliamo per descrivere noi stessi, gli altri, la vita influenzano il nostro comportamento, atteggiamento, postura, umore. Cambia le parole e cambierà il risultato.
Frank insegnava che paura e eccitazione producono la stessa risposta fisiologica. La scienza lo conferma: adrenalina, battito accelerato, respiro corto. Questi segnali fisici sono identici sia quando sei terrorizzata che quando sei entusiasta. È il significato che attribuiamo all’esperienza a fare tutta la differenza.
Dire “che paura mi fa” oppure “quanto mi eccita sta storia” fa una differenza abissale.
Puoi provare da subito, la prossima volta che stai per dire (o pensare) “mi fa paura” sostituisci con “mi emoziona” e osserva attentamente cosa cambia nel tuo corpo.
Perché il corpo risponde subito al pensiero. Così come è anche vero il contrario, ad esempio un paio di respiri profondi possono cambiare la chimica interna ancora prima che cambi il pensiero. Come insegnano le neuroscienze, il corpo è già, di per sé, uno strumento di trasformazione.
Affrontare le proprie paure, passarci attraverso e superarle ha dunque molto a che vedere con l’aver addestrato o meno la propria voce interiore, averle insegnato a ragionare in termini di risorse, talenti, capacità. L’averle insegnato a far leva sulle esperienze passate invece che sul pregiudizio o su sistemi di credenze ormai obsoleti.
Perché se è vero che alcune paure sono autenticamente nostre, nate dalla nostra esperienza, segnali utili che ci proteggono, è altrettanto vero che molte paure sono ereditate. Le abbiamo assorbite come spugne, in modo acritico, senza neanche rendercene conto.
Riconoscerle ci permette di “restituirle al mittente”, liberando così più spazio per scegliere autenticamente.
Agisci ora: scrivi 5 paure che porti con te. Poi rifletti e scrivi accanto a ciascuna “da dove viene? E’ davvero mia?”
Ed ecco che ci sentiamo più leggeri.
Questa leggerezza non è assenza di paura, ma è la capacità di osservare la paura, riconoscerla senza farci trascinare o permetterle di prendere il volante della nostra vita.
Ho scritto della fortuna di imparare da giovane (a conoscere se stessi, i propri schemi e sovrastrutture, le proprie risorse, le proprie emozioni, il modo di relazionarsi e di comunicare). Se mi stai leggendo e hai vent’anni o giù di lì non aspettare oltre: inizia a sviluppare tutti quegli strumenti, meditazione inclusa, che ti faciliteranno al vita.
Ma questo non significa che qualsiasi altro momento non sia buono per cominciare.
Ho lavorato con 70enni pimpanti e pronte a mettersi in gioco.
A volte è proprio l’insofferenza verso certi limiti interni, certi freni espressivi, a dare la spinta verso la crescita personale.
Altre volte è un evento inaspettato, uno scossone della vita, a imporci una nuova strada.
In ogni caso, percepirsi come esseri in evoluzione e non monoliti immodificabili (della serie “eh sono fatto così…”) rende questa vita più interessante e stimolante.
E allora posso anche imparare che la lepre, nel simbolismo cinese, non è l’animale della fuga e del tremore. E’ l’animale sensibile, percettivo, che conosce il terreno, si muove veloce e sa quando fermarsi ad ascoltare. E’ energia femminile, Yin, intuizione e ricettività.
E questo è tutto ciò che serve.